Verso la metà del 1000 Genova è appena uscita dal dominio dei feudatari, i marchesi Obertenghi, e da quello del vescovo che era subentrato ai marchesi.

Ora, vicino al vescovo, si vengono a formare speciali associazioni di cittadini dette Compagne (compagnie). Esse sono associazioni di mercanti-guerrieri, che si uniscono col vincolo del giuramento, per attuare determinate imprese.
I mercanti genovesi, non adeguatamente protetti contro le continue scorrerie degli Arabi, sentono il bisogno di riunirsi in tali società per dare la caccia ai pirati e proteggere quella attività marinara che è l'unica loro fonte di vita. Alla Compagna partecipa l'elemento nobiliare che dà il denaro per l'armamento delle navi, e il popolare che dà gli uomini. Il bottino e i guadagni vengono divisi in proporzione.
Questa Compagna diventerà sempre più forte e presto avrà nelle sue mani l'intera organizzazione della città. Genova prese ad estendere il suo dominio su tutta la Liguria mediante trattati, concessioni e guerre; così nel 1150 tutta la Liguria divenne Dominio della Repubblica. Nel 1138 la città ebbe da Corrado II, re di Germania e dei Romani, facoltà di "battere" moneta(4) il che significava che egli riconosceva Genova come uno Stato indipendente. La prima ad essere battuta fu il Denaro, poi Medaglia e Quartaro detto anche Grifone dall'animale (leone alato dalla testa d'aquila) che vi era battuto (ripreso dall'antico sigillo del Comune), mentre al "verso" (dietro) era battuta una Croce; nel 1200 venne coniato il Genovino d'oro o Fiorino genovese.